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lunedì 30 luglio 2012

30/07/2012 Energy, in collaborazione con Top Physio, presenta: "Il Fitness per la tua salute"


Dalla collaborazione tra Energy e Top Physio (Struttura sanitaria affiliata a Villa Stuart) nasce una nuova stella per il tuo benessere psico fisico.

sabato 3 dicembre 2011

Top Physio: Opportunità di Lavoro




Top Physio, struttura sanitaria affiliata a Villa Stuart, ricerca personale per le seguenti posizioni lavorative:

CONSULENTE DI GESTIONE

Requisiti:
- Diploma e/o Laurea in discipline scientifiche

- Età compresa tra 25/32 anni

- Pregressa esperienza (min. 3 anni) maturata nei settori contabile/amministrativo

- Buona conoscenza lingua inglese e/o spagnola

- Dimestichezza uso Pc, conoscenza del Pacchetto Office

- Flessibilità, attitudine al problem solving e spiccate capacità organizzative


Coloro interessati alle posizioni di cui sopra, possono inviare il proprio Curriculum Vitae all’attenzione dell’Ing. Susanna Puerio: puerio@topphysio.it

lunedì 23 maggio 2011

LESIONI DEL PIEDE


Focus sulle lesioni del piede: talalgie, metatarsalgie, fasciti plantari e fenomeni distorsivi. Cause, patologie e trattamento. Il Dott. Alessandro Caprio apre alla baropodometria: “Permette di individuare eventuali deficit di passo”

(p.b.)


Dott. Caprio, nel basket quali sono le patologie più frequenti a carico del piede?
“Nel basket, disciplina caratterizzata da corsa e salto, caviglia e piede sono particolarmente esposti a patologie da sovraccarico. Da questo punto di vista, annoveriamo talalgie, metatarsalgie, fasciti plantari, tendiniti e distorsioni: situazioni invalidanti che costringono l’atleta a lunghi periodi di stop. Nello specifico, l’alterazione del piede non consente un normale avvolgimento e svolgimento del piede, con conseguente patologia da sovraccarico”.

Quali le cause?
“I traumi del piede possono dipendere da fattori quali una condizione atletica scadente, calzature inadeguate, terreni accidentati, squilibri muscolari, lassità legamentosa, deformità strutturali ed alterazioni dell’appoggio plantare”.

Quali differenze intercorrono tra piede pronato e supinato?
“Innanzitutto, il piede alterna pronazione e supinazione durante le fasi di passo e corsa. Un piede pronato o “valgo”incontra difficoltà nella fase di spinta e di supinazione, con limiti oggettivi nella velocità e nel salto. Il piede supinato o “varo”è predisposto al gesto atletico (corsa e salto, ndr)ma paga dazio con un eccesso di instabilità”.


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Da un punto di vista clinico - diagnostico, quali sono gli esami consigliati?
“Occorre prima di tutto individuare il tipo e l’intensità di lesione. Una corretta diagnosi poggia inevitabilmente su ecografia ed approfondimenti tramite RX. Non va poi dimenticata l’utilità di esami di natura qualitativa e quantitativa. In questo senso, la baropodometria è indicata in fase pre e post trattamento ma anche in chiave prevenzione: permette, difatti, di individuare eventuali deficit di passo”.

Che genere di trattamento si predilige?
“Nella maggioranza dei casi, le terapie somministrate sono conservative (terapia manuale, terapia fisica, ecc.). Molti problemi possono essere poi risolti con l’ausilio di plantari personalizzati, in grado di ristabilire i rapporti articolari, eliminando la sintomatologia dolorosa. Ancora, l’uso di plantari migliora la performance sportiva”.

Come deve comportarsi l’atleta nel momento in cui ravvisa segnali preoccupanti?
“È fondamentale prestare attenzione ai campanelli d’allarme, al fine di evitare l’abbandono dell’attività cestistica e sportiva in genere. Quando l’atleta avverte dolore alle strutture tendinee e capsulo – legamentose del piede, fasciti plantari, metatarsalgie ed episodi distorsivi deve rivolgersi prontamente ad uno specialista in grado di indagare sulle possibili cause”.

Per info e appuntamenti: 06 3340853

venerdì 29 aprile 2011

PODALGIA: DOLORE AI PIEDI




Giocatori di basket colpiti da podalgia: dolore ai piedi. Tra le cause principali, eccessiva sollecitazione e traumatismi legati alla deambulazione. Il consiglio del Dott. Alessandro Caprio ai cestisti: “Occorre saper ascoltare i campanelli d’allarme”

p.b.


Dott. Caprio, cosa si intende per podalgia?
“La podalgia attiene ad un disturbo che provoca dolore alla caviglia e soprattutto ai piedi. Si tratta di un’alterazione, dettata da traumatismi legati alla deambulazione ed eccessiva sollecitazione, in grado di intaccare la resistenza delle strutture anatomiche”.

A proposito di eccessive sollecitazioni. Come mai i giocatori di basket sono così a rischio “podalgia”?
"Uno sport come il basket presuppone gesti tecnici ed atletici (corsa e salti, ndr) di grande impatto cinetico. L’atleta, nel corso dell’attività sportiva, sottopone il piede ad un notevole carico sulla superficie di appoggio: il peso del corpo, moltiplicato per tre, grava interamente sulle strutture anatomiche. In questo modo, il cestista va incontro a talalgie, metatarsalgie, fasciti plantari, tendiniti e fratture da stress”.


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Patologie da sovraccarico. Quali le cause responsabili?
“Tra i fattori determinanti, possono essere annoverati l’allenamento errato o insufficiente, irregolarità dei terreni di gioco, deformità congenite del piede, squilibri a carattere muscolare, alterazioni della deambulazione e calzature inadeguate”.

La cura di suddette patologie cliniche richiede un accurato esame clinico. In che cosa consiste?
“È consigliabile sottoporsi ad una valutazione podologica e posturale, in modo da migliorare l’appoggio plantare e la deambulazione. Di particolare utilità è l’esame baropodometrico, autentico strumento di prevenzione, in grado di diagnosticare eventuali deficit di passo”.

Fasciti plantari, metatarsalgie ed episodi distorsivi in genere. Come intervenire?
“Nella maggioranza dei casi, viene privilegiato un approccio conservativo. In questo senso, va rimarcata l’efficacia delle terapie fisiche e manuali. Inoltre, l’uso di supporti plantari, attenua la sintomatologia dolorosa ed al tempo stesso, ottimizza le prestazioni sportive”.

Quali consigli si sente di dispensare ai giocatori di basket?
“Occorre saper ascoltare i campanelli d’allarme. Molto spesso, il dolore è spia rivelatrice di un disagio e/o patologia da approfondire clinicamente, per mezzo degli esami sopra citati”.


Per Info ed appuntamenti:

Dott. Alessandrio Caprio

Presso la Struttura Sanitaria Affiliata Top Physio Flaminio - "Stella Azzurra"Via Flaminia, 867 (Roma - presso Impianto Sportivo "Stella Azzurra")
tel.: 06/3340853 - Fax: 06/3330453

lunedì 21 febbraio 2011

BASKET E RIABILITAZIONE: GONALGIA, IL DOLORE AL GINOCCHIO



Cestisti fermati dalla gonalgia. Il dolore al ginocchio può essere in rapporto con traumi e processi patologici di varia natura. Sintomi, fattori di rischio, diagnosi e prevenzione

Di Paolo Brandimarte


Dott. Caprio, cosa si intende con il termine “gonalgia”?
“Ci si riferisce ad un dolore localizzato all’altezza del ginocchio, potenzialmente in rapporto con traumi e processi patologici di varia natura.
Tale patologia, può interessare varie strutture del ginocchio (artrosi, lesioni meniscali, goniliti ecc.); la gonalgia può essere associata anche a versamento articolare, con tumefazione del ginocchio ed impotenza funzionale”.



Quali le cause responsabili?
“Il dolore al ginocchio potrebbe essere dettato da fattori come il trauma distorsivo, le problematiche legate all’artrosi di ginocchio e l’ infiammazione del tendine rotuleo. Inoltre, possono subentrare condizioni di tipo artritico, patologie a carico della cartilagine della rotula o borsiti (ginocchio della lavandaia, ndr).
Nel caso degli atleti, particolarmente dediti alla corsa, uno dei fenomeni più ricorrenti, a carattere invalidante, attiene al c.d. dolore anteriore del ginocchio, senza dimenticare le patologie da sovraccarico funzionale”.



A proposito di sovraccarico funzionale. Come mai i giocatori di basket sono cosi esposti al rischio si eccessive sollecitazioni?
“I cestisti, proprio per la particolarità della loro disciplina e la specificità dei gesti tecnici, sono soggetti a ripetute sollecitazioni a carico del ginocchio. In questo senso, un esempio lampante è dato dalla tendinite del rotuleo”.


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Quali i disturbi più frequenti?
“I disturbi possono essere più o meno intensi e variano in funzione della gravità e del tipo di patologia responsabile. In genere, viene fatta una netta distinzione tra quelle situazioni caratterizzate da dolore acuto e quelle in cui il dolore è cronico. In caso di distorsione si assisterà a dolore, gonfiore e scarsa mobilità; il trauma invece, presenta i medesimi segnali, accompagnati però da svariate ripercussioni”.


Che genere di trattamento viene approntato?
“Innanzitutto, va considerata l’importanza di una corretta diagnosi, strumento efficace per meglio inquadrare il tipo di patologia. La terapia varia in base al tipo di trauma e/o patologia riscontrati. Ad esempio, in presenza di un trauma, l’intervento è immediato: il ginocchio viene protetto, immobilizzato e compresso. Il tutto abbinato ad applicazione del ghiaccio sulla parte interessata ed assunzione di antinfiammatori ed antidolorifici. A tutto ciò, può accompagnarsi la compressione e l’elevazione dell’arto. La tendinopatia del rotuleo, richiede invece riposo funzionale e soltanto in un secondo momento, esercizi di rinforzo del muscolo, stretching e massaggi”.

I giusti comportamenti da osservare.
“Mai sottovalutare i campanellini d’allarme che ci rivelano possibili problematiche che possono con il tempo acuirsi.
Ad ogni modo, l’adozione di calzature adeguate e ginocchiere (sempre se possibile) mette l’atleta parzialmente a riparo da spiacevoli sorprese. In quest’ottica, molto utile risulta essere la rieducazione motoria, in grado di rinforzare la muscolatura che tiene il ginocchio”.



Per info ed approfondimenti:

Villa Stuart

Tel. Segreteria Ambulatori Prof. Mariani P.P. • (+39) 06 35528286 - 06 35528291

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Centro Basket Top Physio

Tel. Servizio Clienti: 06 3340853

venerdì 3 settembre 2010

LA TECARTERAPIA® NEL POST OPERATORIO

La Terapia Fisica Strumentale (TFS) si può definire come l’impiego dei mezzi fisici a scopo terapeutico.
Il ricorso ad alcuni di essi ha origini antichissime e plurisecolari.
In generale, i due principali obiettivi terapeutici perseguiti con i diversi mezzi fisici riguardano la riduzione del dolore (analgesia ndr) e l’incremento dell’efficacia dell’esercizio terapeutico in ambito riabilitativo.


Chiunque deve sottoporsi ad un intervento chirurgico si augura che l’inevitabile periodo di riabilitazione sia quanto più veloce possibile.
Una speranza che accomuna l’atleta professionista al semplice appassionato, la persona anziana alla casalinga. Per tutti, ritrovare la piena attività in tempi ridotti è un’esigenza fondamentale.

Per affrontare al meglio il percorso terapeutico conseguente all’intervento chirurgico ortopedico, come la ricostruzione del legamento crociato anteriore del ginocchio, si è introdotta la Tecarterapia®.
È fondamentale intervenire in maniera tempestiva, al fine di drenare l’area interessata e assorbire gli eventuali ematomi o edemi che si sono formati. In questo senso, la Tecarterapia® ci è di grandissimo aiuto, con i trattamenti in atermia, assolutamente efficaci.

Da tale approccio, il paziente trae enormi benefici, tenendo presente che, i trattamenti sono decisamente piacevoli.
Inoltre, studi scientifici di settore hanno dimostrato come i tempi di recupero, nei casi in cui il post-operatorio viene affrontato con i trattamenti Tecar®, sono notevolmente ridotti.

Per chi pratica sport a livello agonistico è sicuramente un vantaggio considerevole. Senza dimenticare che, siffatte apparecchiature possono essere utilizzate senza problemi anche sui portatori di protesi o mezzi di sintesi: metodiche funzionali ai programmi di allenamento intensivi ed al recupero funzionale.